Portami per mano

Portami per mano

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Ho pensato di scrivere questo articolo, principalmente per due motivi:

Il primo perché mi chiedete in molti come ho fatto ad avvicinarmi alla ginnastica ed il secondo perché spero che altre famiglie possano prendere spunto dalla mia esperienza e che possano credere nei sogni dei loro figli, perché tutto inizia dal sogno di un figlio ma l’aiuto della famiglia è fondamentale!

Avevo circa 6 anni quando vidi in TV una ginnasta alla trave, non ricordo ne la gara ne chi fosse la ginnasta in questione, ricordo solamente che quello che vedevo mi illuminava gli occhi e di aver detto a mia mamma ‹‹E’ questo ciò che voglio fare!››.

Tutto nacque dal sogno di una bimba, ma per far sì che questo diventasse realtà ci vollero degli enormi sacrifici collettivi, dico collettivi perché da sola non avrei mai potuto fare ciò che ho fatto!

Il sostegno della famiglia è stato indispensabile, perché i miei genitori hanno fatto dei sacrifici inimmaginabili per permettermi questo percorso. A questo punto penserete che la mia famiglia potesse permettersi ampiamente questa scelta potendo contare su una forte stabilità economica… Invece NO!

Papà Giovanni e mamma Galia, non mi hanno mai fatto mancare nulla, ma non navigavamo certo nell’oro! Mio padre faceva il metalmeccanico e mia mamma invece doveva badare a me e i miei fratelli Ivan e michele (gemelli minori), potevamo anche contare sull’appoggio dei nonni paterni che ci sono sempre stati accanto.

Una famiglia normalissima ma disposta a tutto per sostenere il mio sogno.

Mi presero per mano e mi portarono in palestra dando inizio al mio cammino <3

Iniziai a fare un paio di allenamenti settimanali in una palestra a Castelleone, paese in provincia di Cremona, ma da lì a poco mia madre si accorse che per avere maggiori possibilità, mi serviva una struttura più importante, degli allenamenti quotidiani e di maggiore intensità. Fu così che dopo un annetto mi portarono a Brescia, alla Brixia del presidente Folco Donati e sotto gli occhi di Enrico Casella. 

Dopo una periodo di prova, la Brixia decise di tenermi, non avevo ancora compiuto 8 anni ma la mia famiglia credeva in me e si fece carico di questo sforzo, perché vivendo a oltre 50km di distanza mia mamma era costretta a portarmi avanti e indietro da Brescia. Inizialmente facevo allenamento tutti i pomeriggi quindi lei mi aspettava, guardando i miei progressi giorno per giorno. Dall’anno successivo, mi inserirono nel percorso “SIB” (Sviluppo Integrale Brixia) quindi già dalla quarta elementare, iniziai a fare doppio allenamento e scuola alla sera, di conseguenza diventarono 200km giornalieri perché  mia madre mi portava al mattino e ritornava a prendermi la sera per portarmi a casa.

Nonostante la mia vita fosse già fuori dal comune e non abbia vissuto un’infanzia come quella della maggior parte delle mie coetanee, i miei genitori cercavano di seguire al meglio anche i miei due fratellini, che andavano a scuola e praticavano sport, seguendomi anche loro con passione.

Quando mi avvicinavo al debutto mondiale, dove poi mi laureai Campionessa del mondo, purtroppo nonna Giusi venne a mancare e per me fu un duro colpo.

I miei genitori facevano di tutto per sostenermi e vedendo che la mia vita era diversa dalla norma, mio fratello Michele chiese a mio padre ‹‹Papi, ma quanto è forte Vanni? ›› e mio papà gli rispose ‹‹Michele tua sorella in questo momento è il Maradona della ginnastica››, immaginate lo stupore di un bambino, che come la maggior parte dei ragazzini praticavano calcio, dopo aver sentito queste parole da suo padre! Io invece ricordo perfettamente che in quel periodo, prima del mondiale del 2006, i miei genitori mi comprarono un body nuovo e come vi ho già detto ogni spesa per la mia famiglia era tutt’altro che semplice da sostenere, ma vista l’importanza del momento mi fecero questo regalo. Quando mia mamma me lo diede io le dissi ‹‹Grazie mamma, ti prometto che mi impegnerò per fare bene e recuperare i soldi di questo body››.

Durante la finale al mondiale vinta nel 2006 i miei genitori erano presenti ad Aarhus, pensate che erano venuti in macchina fino in Danimarca. I miei fratellini seguivano la gara da casa e durante l’esercizio a trave caddi e mio fratello Ivan telefonò a mio padre e piangendo gli disse ‹‹Papi di a Vanni di svegliarsi!!!›› e mio padre gli disse ‹‹Ivan tranquillo che può ancora farcela››, infatti nonostante quella caduta divenni Campionessa Del Mondo.

Nonostante durante la mia vita siano subentrate altre figure, che mi hanno aiutata a superare i vari ostacoli, come i molteplici infortuni ecc, ho voluto approfondire l’esperienza vissuta dalla mia famiglia e il sostegno che mi hanno dato, sapendo che indipendentemente da tutto saranno sempre al mio fianco, permettendomi di inseguire i miei sogni.

Spero che leggendo la mia storia anche altri possano prendere ispirazione e credere nei propri e in quelli dei loro figli. 😉

LASCIATE UN COMMENTO E DITEMI IL VOSTRO PENSIERO, LE VOSTRE ESPERIENZE O SE C’E’ QUALCOSA DEL MIO RACCONTO VI HA COLPITO IN PARTICOLARE!!!😊

Vanessa Ferrari

 

Questo articolo ha 7 commenti.

  1. Moira

    Questo, per me, è l’articolo più bello. Sei stata fortunata ad avere l’appoggio della tua,famiglia, poi tu hai fatto il resto.
    PS. Sappi che sto contando i giorni che ci separano da Melbourne 😍.

  2. Silvano

    Grazie a te per tutto quello che hai dato e dai tutt’oggi all’Italia e grazie anche alla tua famiglia per averlo reso possibile sostenendoti sempre❤️
    Sei grande Vanessa 😊
    Orgoglio Italiano nel mondo! 🇮🇹😍👌

  3. Giampaolo

    Piccola Grande Donna MERAVIGIOSO ESEMPIO!!!

  4. Paola

    Cara Vanessa,il tuo e l’esempio che ogni bambina che ama la ginnastica vuole seguire.
    Io da mamma ti dico solo grazie,xchè permetti loro di sognare,anche se campionesse non lo saranno mai!

  5. Barbara

    Ciao Vanessa, grazie per questi tuoi pensieri, mia figlia ha iniziato quando aveva tre anni a fare ginnastica artistica a sei era una promessa della ginnastica, ma purtroppo quando vivi in un paesino e non hai le possibilità per portarla avanti; negli anni si è persa in quella scuola che non aveva le condizioni giuste per farla crescere, ma comunque è sempre stata molto dotata. All’età di 14 anni prima del liceo ha lasciato suo malgrado la ginnastica perché non riusciva comunque ad andare avanti con gli allenamenti e la scuola…Ma nel suo cuore resterà sempre e comunque il suo sport della vita!!!

  6. Sandra

    sei di ispirazione per tutti Vanessa, grazie di condividere le origini della tua leggenda con noi <3

  7. boris parmigiani

    Ciao Vanessa,sei fonte d’ispirazione e di esempio per tutti gli appassionati di sport e non solo.
    Grazie alla tua determinazione,alla tua forza di volontà,al sostegno dei tuoi genitori ,hai conseguito risultati di prestigio e degni di ogni rispetto.
    Un caro saluto ed un abbraccio per le sfide future.
    Mi raccomando,non mollare mai ed insegui con sempre maggiore determinazione i tuoi sogni.

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